Dinamicità e staticità nella pratica del Zhan Zhuang (palo eretto)

La pratica di posture statiche nel qi gong rivela nel tempo aspetti che inizialmente non è possibile comprendere, i maestri tradizionali non spiegano molto, danno alcune indicazioni tecniche e poi lasciano che sia il praticante a scoprirne i segreti.

In apparenza quando si pratica una posizione statica come ad esempio il palo eretto, si mantiene il corpo completamente immobile, ma se potessimo immaginare per un attimo di guardare quello che accade dentro il praticante noteremmo una grande dinamicità interna, infatti si dovrà lasciare andare i pensieri e le tensioni muscolari, è un esercizio apparentemente molto semplice ma raggiungere alti livelli in questa pratica non è facile, già dopo soli 10 minuti si inizieranno ad avvertire fastidiose tensioni muscolari sopratutto sulle spalle, i pensieri potrebbero diventare insopportabili, in questi momenti aver appreso attraverso un percorso come riuscire a lasciare andare le tensioni è di fondamentale importanza, da qui inizia il lavoro interno, possiamo dire di riuscire a fare l’esercizio solamente quando iniziamo a provare sensazioni piacevoli, questa è una delle tecniche maggiormente utilizzate per sviluppare più energia, in Cina è ritenuta una pratica terapeutica adatta alla maggior parte delle malattie, se ne sconsiglia la pratica a chi ha sudore freddo, o problemi di vertigini durante la pratica.

Quando si raggiunge un buon livello gli effetti positivi sull’umore e sullo stress sono davvero impressionanti, non ci si deve aspettare che sia sufficiente un pratica di una o due volte a settimana, il qi gong necessita di una pratica quotidiana.

Mantenere un posizione per almeno trenta minuti ci obbliga ad una costante osservazione di noi stessi portando il praticante a sviluppare una delle caratteristiche più importanti in tutte le pratiche spirituali, la presenza, infatti per la medicina cinese questa è una pratica che sviluppa lo shen importantissimo per mantenersi in salute.

Non dobbiamo trascurare l’aspetto mentale, riuscire a raggiungere uno stato di calma mentale non è così facile ma neanche impossibile, la calma interiore è un altro stato importantissimo secondo la medicina tradizionale cinese, ma questo è vero anche nella nostra cultura occidentale, infatti anche le neuroscienze ci svelano gli effetti positivi sull’organismo della pratica quotidiana della meditazione, praticare il palo eretto è a tutti gli effetti un meditazione ma essendo praticata in piedi ci obbliga a ricercare un’armonia
tra il sistema nervoso simpatico e il sistema nervoso parasimpatico; essi hanno delle funzioni antagoniste: quella di stimolare il primo e quella di inibire il secondo. Per cui sarà il sistema simpatico ad accelerare il ritmo cardiaco e sarà il parasimpatico a riportare il ritmo cardiaco alla normalità. Nella pratica del palo eretto c’è uno sforzo della muscolatura per mantenere la posizione a allo stesso tempo si cerca coscientemente di rilassarsi, due attività opposte nelle stesso momento, possiamo ipotizzare che l’equilibrio di questi due aspetti porta ad uno stato di calma, chiaramente è solo un’ipotesi.